Ciao Carlo

A tutti noi piace passare del tempo in montagna, e purtroppo ogni tanto capita di riscoprire nel peggiore dei modi che essere in alto, su una cima o su una falesia a picco sul mare, è anche pericoloso. La settimana scorsa è caduto, in una falesia presso Duino, Carlo Gasparini, che molti di noi conoscevano ed apprezzavano. Da poco meno di vent’anni faceva la guida alpina, e con i nostri corsi di scialpinismo lo abbiamo incontrato a Casera Cregnedul, poi è venuto in sede per tenere una lezione su neve e valanghe.

Con quel sorriso un po’ da ragazzo, trasmetteva calma e tranquillità, come chi ha l’abitudine di saziarsi della vista di cieli, boschi, rocce e profili di montagne che si susseguono uno dietro l’altro, sempre più lontani fin che si confondono con il cielo.

Aveva una particolare passione per la natura e la geologia, per questo mi ha invitato a percorrere con lui la forra del Lumiei e poi quella del Frondizzon, con Nicoletta: dopo ore a bagno in acqua fredda, nell’afa di agosto ci siam bevuti un paio di birre chiacchierando di rocce e di ambiente, e del torrente che avremmo sceso l’anno prossimo.

Andrea A.

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